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ANIME D’AMORE C’è un bisogno imprescindibile che governa la nostra vita e guida il nostro essere più profondo. Il bisogno di amare e di essere amati. Si può fuggire, rinnegare questo bisogno, sublimarlo. Ma non annullarlo. Gli esseri umani di ogni angolo della Terra cercano l’amore e talvolta si ritrovano ad inseguire e a costruire la propria vita su quelli che - senza saperlo - sono solo simulacri dell’amore. Ideali distorti o meno, è sempre l’amore il modello da cui quei simulacri prendono vita. E l’amore è una forza così misteriosa e potente che la sua assenza è tangibile quanto una presenza. Quando non c’è, quello spazio vuoto diventa un pieno - di dolore, di nostalgia, di solitudine. Di aridità. Di falsi bisogni. E’ qui il suo primo mistero: è impossibile non sentire l’amore. Che ci sia o non ci sia, la percezione dell’amore o della sua assenza è sempre presente. E la mente di fronte a questo vacilla: come si può sentire la mancanza di qualcosa che talvolta non si è conosciuto neanche durante l’infanzia? Come si può inseguire per una vita intera qualcosa che non si sa che cosa sia? Una prima risposta è che, come esseri spirituali e immortali dotati di un’Anima, noi proveniamo da una sorgente d’Amore e sappiamo già che cosa è l’amore poiché questo è insito nella nostra natura, così come l’essenza di una pianta è racchiusa nel suo seme. Noi siamo esseri costituiti d’amore, ma questa essenza viene dimenticata nell’attimo in cui entriamo in un corpo fisico. Perché?, verrebbe subito da chiedere. Perché scegliere di dimenticare ciò che siamo con il rischio che questa dimenticanza diventi fonte di sofferenza e dolore? Perché scegliere di entrare in un corpo fisico e così intraprendere un viaggio spesso difficoltoso? La risposta è piuttosto complessa, ma per riassumerla possiamo dire che la Terra è un’ottima scuola per l’anima che abbia voglia di accrescere la propria capacità d’amare. Come una pianta sente l’impulso a crescere e realizzare la propria essenza, così l’anima sente l’impulso a realizzare la propria natura d’amore anche attraverso la pratica terrena. Ma, mentre nella pianta l’impulso a crescere si realizza naturalmente, nell’anima l’impulso a crescere nell’amore si realizza solo attraverso un atto di volontà e di impegno. E’ il dono del libero arbitrio: nessun essere vivente possiede un tale dono. L’anima viene sulla Terra seguendo questa spinta interiore ad amare ed è perfettamente consapevole che il piano terreno le presenterà delle sfide che la metteranno alla prova. La risposta alla domanda esistenziale più "tragica" dell’uomo - Che cosa ci faccio io in questo mondo e perché sono qui?" - è racchiusa unicamente nella comprensione della nostra natura amorosa. La Terra è un’esperienza di vita e d’amore che tutti noi scegliamo consapevolmente come mèta: nessun anima è costretta ad intraprendere il viaggio terreno. Si tratta, sempre e comunque, di una nostra libera scelta d’amore. LA SPINTA FATALE In verità, non sappiamo in quale momento della propria esistenza, un’anima scelga di venire sulla Terra. Ciò che, però, sappiamo attraverso continue testimonianze è che l’anima si incarna sulla Terra sempre (in)seguendo altre anime amate. L’anima non può fare a meno di amare - è vero - e potrebbe scegliere di sperimentare il proprio essere d’amore dovunque: ciò che la spinge a venire sulla Terra è un amore irresistibile, per una o più anime già amate e la possibilità di sperimentare questo amore in modo diverso. E il mistero più grande è che, in virtù di questo amore, l’anima sceglie di dimenticare se stessa e il proprio amore proprio nell’attimo stesso in cui decide di amare con più forza, accettando di entrare nella "gabbia" di un corpo e di intraprendere un viaggio fatto (anche) di dolore e di lacrime solo per inseguire coloro che ama. Ma il punto è che, dal punto di vista di un’anima, il corpo non è solo un ostacolo (come spesso ci viene fatto credere). La verità è che il corpo può divenire un mezzo meraviglioso per amare e per sperimentare l’amore: siamo qui proprio per questo. Perché amare con il corpo è un’esperienza meravigliosa, così meravigliosa che vale la pena lasciare per un po’ il nostro oceano d’amore e superare prove difficili solo per sperimentare la sensazione indescrivibile di un abbraccio... Le nostre relazioni familiari e amorose sono il nostro banco di prova più grande: è solo attraverso l’incontro con l’altro che si cresce e si impara. Nell’altro è celato il nostro "Maestro": gli incontri (gioiosi o dolorosi che siano) sono sempre predestinati, fanno parte del progetto di vita terrena dell’anima e spesso nascondono patti e promesse di natura amorosa (talvolta da rispettare, talvolta da sciogliere...). L’amore verso un’altra anima (ricambiato o meno sul piano terreno) è ciò che ci porta fin qui: qualche volta precediamo la nostra anima amata, qualche volta la seguiamo. Di certo, entrambi sappiamo che ci incontreremo (come membri di una stessa famiglia, come amanti, amici, partner professionali). L’amore è spinta, mezzo e fine del viaggio terreno: ognuno ama come può. Ognuno, soprattutto, è libero di imparare ad amare meglio. Qualche volta, anche attraverso il dolore. © Riproduzione riservata |
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